| Lo stile Shotokan |
|
La ricostruzione della storia del Karate Tradizionale Shotokan non è cosa semplice, soprattutto a causa dei miti e delle leggende che gravitano attorno ai primissimi anni di codifica del Karate. Le leggende narrano che il Karate abbia avuto inizio con un monaco buddista indiano: Bodhidharma, che si ritirò presso il monastero Shaolin della provincia Henan, approfondendo lo studio della lotta a mani nude e della meditazione. Si tratta di un periodo non ben definito del V/VI secolo dopo Cristo. Sappiamo che il Karate nasce in Giappone, sull’isola di Okinawa – parte dell’arcipelago Ryu Kyu. Il nome originario era Te (Mano) e troviamo fonti che testimoniano come la presenza della lotta a mani nude sia tradizione consolidata sull’isola. ![]() E` verosimile che vi siano state importantissime influenze da parte del Kempo cinese. Gli isolani appresero, molto probabilmente, le tecniche in maniera molto frammentata e le adattarono alle loro condizioni e attitudini fisiche. Ecco che quindi si ebbe la codifica dei primi stili di lotta volti prevalentemente alla difesa personale. E` WanShu – ambasciatore cinese - a fornire le prime testimonianze nel lontano 1683 delle influenze e degli scambi culturali che avvennero sull’isola di Okinawa. Accanto a lui assume particolare importanza la figura di Kushanku, che ricopriva un ruolo fondamentale all’interno sia delle delegazioni cinesi sia dei praticanti di Kempo. Okinawa nel XVIII secolo vide la dominazione del feudo Giapponese del Satsuma. E` questo il periodo in cui operarono i Maestri Sakugawa e Matsumura, entrambi appartenenti alla classe dei Samurai ed entrambi esperti di To-De. E` al Maestro Matsumura Sokon che dobbiamo l’organizzazione primaria del Te di Okinawa, e la sua antica codifica: con la sua morte le tecniche di combattimento assunsero il nome di Okinawa-Te. In seguito a questa prima ordinazione si ebbe la formazione di due stili principali: lo Shuri-Te, l’antico Karate praticato a Shuri dai Samurai di corte pesantemente influenzato dalla tradizione cinese; e il Tomari-Te. Nello stesso periodo nelle comunità cinesi di Kume si andava affermando lo stile Naha-Te: particolarmente influenzato dalle dottrine cinesi e taoiste sul controllo dell’energia (Ki/Chi). E` proprio dallo Shuri-Te che il Karate Shotokan, il Wado Ryu e lo Shito-Ryu hanno tratto le loro origini, diventando la base, a partire dal 1920, dello sviluppo del Karate moderno. Il primo ad introdurre e a far conoscere il Karate all’interno di tutto il territorio nazionale giapponese fu proprio il Maestro Gichin Funakoshi, allievo sia del Maestro Azato, sia del Maestro Itosu. All’inizio del 1900 il principe Hiro Hito rimase piacevolmente stupito ed affascinato dalle dimostrazioni organizzate dal Maestro Funakoshi. Nel 1920 fu il Ministero dell’Educazione che decise di organizzare la prima dimostrazione di Karate nella città di Tokio.
E` stato grazie all’influenza e ai sacrifici del Maestro Funakoshi che il Karate è riuscito a raggiungere lo sviluppo che noi oggi conosciamo. A lui è da attribuire anche il nome dello stile, che deriva dal suo primo dojo, chiamato, appunto, Shotokan: significa letteralmente “casa sotto al fruscio dei pini”. A livello mondiale lo sviluppo e la diffusione del Karate si ebbero grazie all’operato di organizzazioni come la J.K.A., l’I.T.K.F. e la W.U.K.O. Il Karate giunge in Italia attorno agli anni 60 e si sviluppa grazie agli insegnamenti del Maestro Hiroshi Shirai. Nel 1989 viene fondata la F.I.K.T.A. (Federazione Italiana Karate Tradizionale e Discipline Affini) che si propone di approfondire lo studio del Karate Tradizionale tenendo in considerazione anche il contributo di tutte le discipline che possano arricchirlo dai differenti punti di vista, studiare e comprendere l’importanza del Karate nello sviluppo della persona a differenti livelli: tecnico, fisico, morale e spirituale. Ma soprattutto di diffondere lo studio di quest’arte marziale senza distaccarsi dalla Tradizione dei grandi Maestri. Si ringrazia l'Associazione Culturale Kokoro International, per le immagini, la documentazione e il supporto fornito. |





