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Citazioni

Un giorno, all'improvviso, il guerriero scopre di lottare senza l'entusiamo di prima.
Continua a fare ciò che faceva, ma sembra che ogni gesto abbia perduto il suo significato. In quel momento egli ha una sola scelta: continuare a praticare il Buon Combattimento. Recita le sue preghiere per dovere, per paura, o per qualsiasi altro motivo, ma non interrompe il suo cammino.
Sa che l'angelo di Colui che lo ispira sta facendo un altro giro. Il guerriero si mantiene concentrato sulla lotta, e persevera: anche quando tutto sembra inutile.
Dopo un po' l'angelo torna e il semplice fruscio delle sue ali farà ritornare la gioia
 
~ Paulo Coelho 
 

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Festa della Donna KarateKa

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SHOTOKAN : lo “stile Funakoshi”
La ricostruzione della storia del Karate non è cosa semplice, soprattutto a causa dei miti e delle leggende che gravitano attorno ai primissimi anni di codifica del Karate. 

Le leggende narrano che il Karate abbia avuto inizio con un monaco buddista indiano: Bodhidharma, che si ritirò presso il monastero Shaolin della provincia Henan, approfondendo lo studio della lotta a mani nude e della meditazione. 
Si tratta di un periodo non ben definito del V/VI secolo dopo Cristo. 

Sappiamo che il Karate nasce in Giappone, sull’isola di Okinawa – parte dell’arcipelago Ryūkyū. Il nome originario era Te (Mano) e troviamo fonti che testimoniano come la presenza della lotta a mani nude sia tradizione consolidata sull’isola.  E` verosimile che vi siano state importantissime influenze da parte del Kempo cinese. Gli isolani appresero, molto probabilmente, le tecniche in maniera molto frammentata e le adattarono alle loro condizioni e attitudini fisiche. 
Ecco che quindi si ebbe la codifica dei primi stili di lotta volti prevalentemente alla difesa personale.

Tora no Maki
Tora no Maki - La Tigre nel Cerchio: simbolo del Karate Shōtōkan

E` WanShu – ambasciatore cinese - a fornire le prime testimonianze nel lontano 1683 delle influenze e degli scambi culturali che avvennero sull’isola di Okinawa
Accanto a lui assume particolare importanza la figura di Kushanku, che ricopriva un ruolo fondamentale all’interno sia delle delegazioni cinesi sia dei praticanti di Kempo. Okinawa nel XIX secolo era sotto  la dominazione del clan giapponese dei Satsuma
E` questo il periodo in cui operarono i Maestri Sakugawa e Matsumura Sōkon, entrambi appartenenti alla classe dei Samurai ed entrambi esperti di To-De. 

E` al Maestro Matsumura Sōkon che dobbiamo l’organizzazione primaria del Te di Okinawa, e la sua antica codifica: con la sua morte le tecniche di combattimento assunsero il nome di Okinawa-Te.  
In seguito a questa prima ordinazione si ebbe la formazione dello stile Shuri-Te (che prese  il nome della località in Okinawa dove abitava il Maestro Matsumura) e di una sua variante del villaggio Tomari il Tomari-Te.
Nello stesso periodo nelle comunità cinesi di Kume si andava affermando lo stile Naha-Te: particolarmente influenzato prima dalle dottrine cinesi e taoiste sul controllo dell’energia (Ki/Chi), poi dal Maestro Kanryō Higaonna. In seguito, Chōjun Miyagi continuò l’opera del suo Maestro Higaonna e fondò il suo stile: Gōjūryū.
E’ dallo Shuri-Te invece che il Karate Shōtōkan ha tratto le sue origini, diventando la base, a partire dal 1920, dello sviluppo del Karate moderno. Il primo ad introdurre e a far conoscere il Karate all’interno di tutto il territorio nazionale giapponese fu proprio il Maestro Gichin Funakoshi, allievo sia del Maestro Azato, sia del Maestro Itosu a loro volta allievi di Matsumura Sōkon

 
All’inizio del 1921 il principe Hiro Hito, in visita ad Okinawa, rimase piacevolmente stupito ed affascinato dalle dimostrazioni organizzate dal Maestro Funakoshi.Nel 1922 fu il Ministero dell’Educazione che decise di organizzare la prima dimostrazione di Karate nella città di Tokyo. Ma solo nel 1936 come lui stesso scrisse: 


“Fu intorno al 1935 che un comitato nazionale di sostenitori del Karate sollecitò abbastanza fondi per il primo Dōjō di Karate mai eretto in Giappone. Non fu senza un minimo di orgoglio che, nella primavera del 1936, entrai per la prima volta nel nuovo Dōjō (a Zoshigaya, quartiere Toshima) e vidi sulla porta un’insegna recante il nuovo nome del Dōjō: Shōtōkan. Era questo il nome che aveva deciso il comitato; non pensavo mai che esso volesse scegliere lo pseudonimo che usavo da giovane per firmare i poemi cinesi che scrivevo. Ero triste, anche perché avrei voluto sopra ogni cosa che i miei maestri Azato e Itosu venissero ad insegnare nel nuovo Dōjō . Ahimè, nessuno dei due era più su questa terra, così il giorno che il Dōjō fu aperto ufficialmente, bruciai dell’incenso nella mia stanza e pregai per le loro anime. [...]“
 
poté avere un Dōjō dedicato esclusivamente al Karate. E` stato grazie all’influenza e ai sacrifici del Maestro Funakoshi che il Karate è riuscito a raggiungere lo sviluppo che noi oggi conosciamo.
 
Shoto
Shōtō - lett. "fruscio nella pineta" lo pseudonimo utilizzato da Funakoshi Sensei

 
Il Karate giunge in Italia attorno agli anni 60 ma solo dall’ottobre del 1965, con l’arrivo Maestro Hiroshi Shirai, si può dire che ebbe inizio la storia del Karate Shōtōkan in Italia.
 

Si ringrazia l'Associazione Culturale Kokoro International, per le immagini, la documentazione e il supporto fornito.
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